• Recensioni:



  • Letture Ho letto in un sorso e consiglio agli amici VENGO DALLA PICCOLA VALLE di Natale Adornetto. Ex psichiatrizzato. Il libro nonostante gli argomenti trattati riesce ad essere di una sensibilita' incredibile. Riesce a spiegare in un modo accessibile a tutti quegli aspetti personali non facili da comprendere... se non si e' approdati in un circuito psichiatrico. Spesso accade di credere di capire che le umiliazioni, determinati percorsi tristi, la perdita della dignita', siano soltanto rappresentati, e quindi comprensibili, da cio' che e' facilmente constatabile dalla conoscenza d'informazione circa alcune pratiche ''sanitarie'' piu' o meno note, forme cosiddette di cura gia' discusse in numerose occasioni, leggi criticate e distorte facilmente rintracciabili in ogni luogo. Natale, oltre alla sua storia, e alla storia con la psichiatria, riesce con coraggio a trovare, ricordare e descrivere quelle sensazioni umane che appartengono a tutti indistintamente, e che tutti rischieremmo, appunto, di provare in determinate situazioni. Il libro "Vengo dalla piccola valle", di Natale Adornetto, nel 2007 ha ricevuto il 2° Premio Assoluto al concorso letterario Premio Nazionale "Histonium". Dall'Antologia del Premio riportiamo la motivazione della Giuria riguardo l'assegnazione del Premio: "Testo autobiografico e nel contempo allegorico, che rivela una sensibilità non comune. L'autore siciliano offre una testimonianza esistenziale sviluppata attraverso un tessuto narrativo capace di mettere a fuoco problematiche interpersonali, sentimenti, emozioni che coinvolgono idealmente il lettore". Nell'Antologia, alla motivazione, segue il commento di Luigi Medea, Segretario Generale del Premio: "Da parte mia, posso dire che sono stato colpito innanzi tutto dal racconto, scritto con scioltezza di linguaggio, delle varie tappe della vita dell'autore [...]. Ma, all'improvviso, per Natale Adornetto cominciano i problemi [...], che lo portano a subire il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) [...], contro la (sua) volontà. Qui anche il linguaggio cambia e, nel ritmo dei ricordi, diventa più aspro, più duro, a volte carico di rabbia e di rivolta. Ed ecco il secondo motivo che mi ha fatto trovare interessante la fatica letteraria di Adornetto. Il dolore, la malattia, le ingiustizie subite non riescono a piegare e a sconfiggere l'autore. Egli reagisce, si ribella, prende la penna in mano e con indomito coraggio richiama l'attenzione dell'opinione pubblica sulle problematiche connesse al disagio psichico e sulle contraddizioni della psichiatria [...]. Resta, tuttavia, la drammaticità della situazione, di cui egli è stato vittima, costretto ad essere privato della libertà senza la sua volontà. Caso, il suo, non isolato. Perciò la sua battaglia assurge a denuncia sociale, pressante e ineludibile!".

    Riportiamo dei giudizi di due persone, un uomo e una donna, che hanno letto il libro.

    "Ci tenevo a dirti (non so perché) che il tuo libro è uno di quelli che ti lasciano vagare nelle più profonde riflessioni per i giorni seguenti alla lettura...".

    "Ho chiuso adesso l'ultima pagina del tuo libro. Grazie per il dono continuo che fai di te in ogni parola. C'è sempre un fiore che riesce a crescere in una zolla secca, e questo fiore può seminare altri fiori, ed altri ancora, da far piangere il cielo di gioia su quella terra dimenticata. Scusa le mie parole... ma quando ci si emoziona si torna bambini... e ognuno lancia come può il suo urlo...".


    Home Adornetto