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Antipsichiatria
L'ultima frontiera della censura: Tagliare il pensiero
I governi del mondo hanno sempre tentato in qualsiasi modo di limitare quelle libertà che potessero nuocere al potere precostituito.
Un individuo libero può minare alla radice questo potere, con la messa in discussione dei regolamenti imposti dai governi alla vita delle persone.
Oggi non ci è concesso di vivere secondo schemi personali ed individuali, siamo costretti a ritmi di vita disumani, degni della peggior "civiltà" schiavistica.
Sempre per asservire la politica di tipo strettamente economico-capitalista, tutti dovremmo essere felici di sgobbare tutta la vita per spendere poi i quattro soldi guadagnati nei LORO bei supermercati.
Fortunatamente non siamo tutti così, molti di noi non vogliono fare i sudditi, non trovano piacere nell'essere sfruttati, non sopportano i ritmi di vita imposti dal potere precostituito. Molti si ribellano agli orari di lavoro, ai ritmi assurdi delle fabbriche,ai costumi sociali bigotti e castranti. Le relazioni umane, in questo clima politico-sociale aberrante si vanno sempre più sfaldando, rendendo le persone ancora più sole e spesso incapaci di esprimersi e di relazionarsi gli uni con gli altriSono proprio questi soggetti resi deboli,indifesi, incompresi, a spesso creativi, pieni forse di un tipo di dignità ancestrale ormai dimenticata, che intrappolati in questa voragine di regolamenti spesso contraddittori,adottano sistemi di comunicazione che possono risultarci particolari o strani o indecorosi (sempre secondo la morale ed i costmi sociali). Ecco che allora interviene il braccio armato" di quella "medicina sociale" denominata psichiatria.
Questa pseudo-scienza totalmente dedita al controllo sociale ha raggiunto l'ultima frontiera della censura: "tagliare il pensiero". Ogni comportamento "diverso" o particolare, o che comunque esca dai canoni della cosiddetta "normalità" o del "buon senso" viene classificato, inquadrato ed etichettato come malattia mentale e tutti coloro che vi si trovano invischiati perdono sia la loro dignità che la loro libertà, e parlo di una delle libertà più sacre della persona, la libertà di pensare, di sognare e di sentire, anche il dolore. Adesso qualcuno si chiederà:"E'proprio necessario sentire il dolore? se c'è una pillola che può alleviare le sofferenze,perchè non usarla?" Ecco perchè: l'unico modo che abbiamo per tentare di risolvere i conflitti e le sofferenze umane come il lutto, la paura della morte, l'incapacità di relazionarsi con il mondo, la voglia di morire è quello di capire esattamente quali sono i nostri problemi ed affrontarli razionalmente e dettagliatamente insieme ad altre persone disponibili a trattarci con dignità e rispetto,e che abbiano l'umiltà di vedere anche dal nostro punto di vista il mondo in cui siamo immersi. L'uomo sofferente ha bisogno di amore e di comprensione, non di ulteriori torture o di essere dimenticato dietro un muro di vergogna.
Da tutto questo possiamo dedurne un concetto fondamentale: ogni individuo ha un suo schema di pensare unico, come unico è il suo vissuto.
Inquadrarlo ed etichettarlo in una patologia non fà che allontanarlo da una possibile soluzione dei suoi problemi.
Certo con un una pillola possiamo escludere per un pò il dolore "superficiale" ma è solo un pagliativo, perchè le nostre più basse pulsioni si ingigantiscono sempre più,rimanendo non solo irrisolte, ma innescate come una bomba ad orologeria, difatti se la dismissione dai farmaci non è seguita di paripasso da un lavoro insieme allo psichiatrizzato questo si trova a far fronte con emozioni umane travolgenti che non è più abituato a gestire.(il tasso di suicidi tra gli psichiatrizzati è difatti altissimo).nota: gli effetti collaterali degli psicofarmaci sono trattati in maniera egregia in questo testo di Maria Rosaria D'oronzo e Paola Minelli psicofarmaci ed effetti collaterali. Modo d'uso, edito da Nautilus.
Come mi disse una delle persone più importanti capitate nella mia tormentata esistenza:
"la vita non è facile, non ci sono soluzioni facili, soluzioni comode, affrontare i problemi umani è complicato e costa fatica, sacrificio! ma la pillola è soluzione comoda per il sistema, ma inutile all'idividuo che ha bisogno di amore, di ascolto, di essere trattato con dignità da pari a pari, non da inferiore!".
Questa in pratica è la cosiddetta "cura" proposta con gli psicofarmaci: impedire di far adottare agli individui comportamenti pubblici che possano "turbare" le persone asservite al buon funzionamento del sistema.
Possiamo concludere dunque che alla psichiatria non interessa affatto fare il bene dell'individuo (cioè ragionarci insieme per tentare di sviscerare l'origine del malessere), ma ha come scopo principale (e finale) la sua definitiva esclusione ed isolamento dal resto del mondo dei "normali" (cioè coloro che producono ed obbediscono), e con gli psicofarmaci anche da se stesso; negandogli la possibilità di ragionare ed affrontare con gli strumenti giusti le sempre più difficili relazioni umane.
di Christian Brogi (L.T.M.D.)
Collaborazioni con il telefono viola di Bologna
vedi anche home page della Dottoressa Maria Rosaria d'Oronzo su www.nopsichiatria.com
www.telefonoviola.it (contro gli abusi psichiatrici)
Senza Ragione - sito tematico -
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