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Titolo : Tracce del XX Secolo - L’uomo
Curatore : Francesco Tei / PhotoGallery
Autori : Mauro Magrini , Ivan Margheri , Stefano Pacini , Francesca Pagliai , Guido Pratellesi
Inaugurazione : 15 agosto 2008
Termine mostra : 14 settembre 2008
Tracce del XX Secolo - L’uomo è un mosaico di quotidianità ereditate dal XX secolo, una visione multipla attraverso gli occhi di più autori, e completa il quadro avviato con l’edizione del 2007 di Tracce del XX Secolo esposta nello stesso spazio all’interno di San Salvi città aperta.
Presenta la mostra Francesco Tei.
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Ci guarda la ragazza, giovanissima, eppur già tarda hippy di una vita fa. Le lucciole di Pasolini non erano ancora sparite, e noi ci baloccavamo col viso all'insù affascinati dalle stelle. Da pochi anni si era spento Bianciardi, e la sua profezia che un giorno tutta l'Italia avrebbe finito per diventare come Milano, pareva ancora azzardata. Assaltavamo il cielo, e nei nostri occhi si rispecchiava la luce di una voglia febbrile di un mondo nuovo, di un'alba radiosa. Intanto sulla spiaggia maremmana ci incantavamo con il tramonto, ecce bombo antelitteram, ed anche se la sua luce non era quella dell'alba, ci pareva ugualmente bellissima. Son passati gli anni, e i fratelli(i miei figli) sono nati, cresciuti, venuti su tra dolori e disincanti, in un mondo ancor più veloce,cinico e ingiusto. Anche loro son passati per il G8 di Genova, dove un loro coetaneo alza il pugno prima che si scateni la mattanza. In mezzo ci sono 25 anni, quelli che cerco di raccontare in "Sliding doors", nell'inseguire una Italia che scorre, muta, si trasforma geneticamente, e finisce per assomigliare tutta alla peggior Milano. Chissà dov'è finito quel giovane di Genova che credeva che un altro mondo fosse possibile.Invece, come tante altre volte trent'anni prima, hanno spedito dei giovani all'altro mondo. I fratelli lo hanno cercato lontano, in terre forse meno inospitali. Noi non andiamo più a mirar tramonti maremmani o a cercar le stelle, neppure volendo sarebbe possibile. L'assalto al cielo ha sortito, per chi è rimasto, l'oblio o il sentirsi straniero in patria. Queste foto affiorano periodicamente in mostre e fotofestival, hanno varcato i mari con una vecchia nave per approdare a Cuba e riportare altri bianchi e neri dell'isola che non c'è qua da noi. Me le porto sempre dietro nei bar dove lavoro, girano di mano in mano osservate come strane reliquie tra i giovani che vengono a praticar fotografia nei corsi che teniamo (vedi il caso!) in un ex manicomio, dove la prima dichiarazione incita ad esser realisti ed a fotografare l'impossibile.
La ragazza comunque ci guarda ancora, vede come siamo diventati, per fortuna il suo sorriso appena accennato è fissato per sempre sulla carta fotografica, e nulla potrà incrinarlo o trasformarlo in una smorfia amara. Stefano Pacini www.stefanopacini.itTorna News LTMD