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Recensioni scritte da Stefano Pacini 2002- 2006
Lunedi' 29 Maggio 2006 -MOSTRA FOTOGRAFICA FOTOGRAFI CONTRO -SIENA,CORTE DEI MIRACOLI
Ne è valsa la pena. Mesi d'inverno a finir tardi discussioni e sedute di camera oscura, una pizza surgelata che ti aspetta a casa dopo un viaggio di 60 km. Molti che hanno iniziato e poi per i vari casi della vita si son persi chissà dietro a chi e a cosa. Ma lunedì 29 maggio, dopo sei mesi di corso, quando alla Corte dei miracoli di Siena nell'ex Ospedale Psichiatrico abbiamo affisso l'ultima foto della mostra fotografica finale in contemporanea all'arrivo del primo gruppo di visitatori(che si son trasformati in una alta marea) allora sì! ,sì! ,sì!, non abbiamo più trattenuto la gioia, e mai brindisi fu più liberatorio. Perchè come hanno potuto(e potrete)constatare anche numerosi fotografi intervenuti, le foto di Donata, Francesca, Sara,Antonella, Gabriella, Valentina, Elena e Mirko, sono davvero delle belle foto, intrise di sensibilità, tecnica e stile personale.Come gli abbiamo scritto, non chiediamo altro che continuino a fotografare, in qualunque frangente della vita si trovino, perchè non c'è niente di meglio di collimare l'occhio con l'obbiettivo e con il cuore. Felicità è una macchina fotografica carica.....
Sì, ne è valsa la pena.
Stefano Pacini, Daniela Neri, Associazione Fotografi Contro
ARTE mensile luglio 2002
..ogni anno massa marittima diventa per oltre un mese luogo di mostre,
workshop,dibattiti e premi fotografici..il centro del grossetano si
trasforma in isola del pensiero fotografico..
tra le mostre piu' interessanti stefano pacini (sliding doors frammenti
dell'italia che scorre
1975-2001)...
SCANNER agosto 2002 di giovanni ballerini
..un reportage emozionale nell'italia dell'ultimo quarto di secolo al
toscana foto festival
a massa marittima......voto 8
CARTA settimanale 3 ottobre 2002
fotografie-sliding doors "FRAMMENTI DELL'ITALIA CHE SCORRE 1975-2001"
e'
il sottotitolo
del volume che raccoglie gli scatti di stefano pacini dell'agenzia
fotografica 101.
ritratti di strade, incontri, sorrisi,proteste, chiacchere, migranti da
ogni
dove.
scorrere queste immagini e' un bel viaggio nell'italia che cammina
domandando.
GORDO.IT L'ARTE NON ESISTE novembre 2002 di claudio morici
rom,istantanee di un popolo alla casa delle culture di ravenna
descrivere la liberta', stefano pacini ci prova da trent'anni. a
partire dai
movimenti degli anni 70', passando per cuba, fino a definirla nella sua
assenza, nelle atrocita' di mostar o negli abusi di genova. per questa
sua
mostra fotografica ha scelto l'indole di un popolo, i rom
. anche stavolta trovi pezzi di muro li intorno...
CUBA, UNIVERSIDAD DE LA HABANA , PATRICIA MORANTE prof. lenguas
extranjeras april 2003
..sus fotografias costituyen una invitacion,un canto a la vida y la
esperanza, en fin,algo grande y algo que no se debe perder, un soplo de
vida
y amor para el que se detuvo, para el que quiere ir hacia delante, para
el
pesimista, para el optimista, para todos aquellon que saben valorar y
respetar la obra de lo que es stefano pacini;un artista y un hombre del
suyo
y de todos los tiempos...
Intervista di Gregori Starrett,ricercatore universitario
wisconsin,a Stefano Pacini, nell'ambito di un lavoro sulla fotografia
artistica italiana...
Hello Stefano,
Where should we meet? - in studio a siena il 16 ottobre 2003
Here isthe set of questions that I have been asking the Photographers,
Interview Questions
Where are you from? - massa marittima,ma la mia famiglia è originaria del
senese da secoli
Where is your studio? - siena
What is your education in art? - autodidatta, ero un tecnico minerario
What equipment do you use? - nikon f100,f90,fm2 zenza bronica s2a
Do you work alone or with assistance? - da solo, tranne che per i
matrimoni
How long have you been working in the field? - fotografo da 30 anni,ma
sono
professionista da 11
What technique do you specialize in? - il bianco e nero
Why this process over another? - perchè esprime meglio la mia
nostalgia,la mia
malinconia,il mio modo di vivere..
Do you categorize your work into a formal style? - ho il mio
stile,qualunque
cosa faccia.
Where do you display your work? - osterie,cantine,feste,a
domicilio,persino in
festival fotografici..
What is your artist statement? - anarchico indipendente
Do you have any past events that formed you artistic eye? - il '68 e gli
anni
'70, i viaggi, la curiosità dell'altro, la voglia di capire, di
comunicare..
Do you work with one subject matter or have you explored diverse areas?
- mi
piace fotografare tutto, ma preferisco di gran lunga il reportage, la
foto
sociale ed i ritratti in bianco e nero
What do you address with your work? - in mostre che facciano conoscere un
altra italia all'estero
How do you choose the subject matter? - è lui che sceglie me
How do you know when the photograph is right? - d'istinto, lo sento.
Where would you align yourself within a diagram of the history of
Italian
photographers? - non mi interessano i diagrammi, la storia si, ma la
storiai
siamo noi.
Who are the photographers that you draw inspiration from? - h.cartier
bresson,j. koudelka,g.berengo gardin, tano d'amico.
Why have you chosen photography as your voice? - perchè racconto
storie,come i
miei nonni, come i miei bisnonni,e lo fo con le immagini,per preservare
la
memoria, per trasmetterla, senza memoria non c'è futuro,perchè
ricordare è
capire ,dimenticare è tradire.
Where would you like to see photography in twenty years? - non lo so,
navigo a
vista
What defines contemporary photography in Italy? - superficiale,egoista,
rispecchia la società, ma ci sono eccezioni come f. zizola e diversi
giovani.
What question would you have liked to ask me? - no,vorrei dirti che la
fotografia è un amore a prima vista, non ti tradisce e ti riscalda
l'anima
in tanti momenti difficili, che ogni volta per me è uno stupore che si
rinnova,è un viaggio senza tempo e senza fine...
Best wishess,Gregori
- ciao, Stefano.
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Recensione di Alessandro Tozzi
Non bisogna raccontare una storia per illustrare una tesi, o per mostrare uomini e donne fermi al loro aspetto esteriore, ma scoprire la materia di cui sono fatti. Raggiungere quel "cuore del cuore" che non si lascia afferrare né dalla poesia, né dalla filosofia, né dalla drammaturgia.
Robert Bresson
Manca una foto a questi appunti di viaggio su Cuba arricchite da ben 96 foto, scritto da Stefano Pacini di getto al ritorno da un soggiorno sull'isola quest'inverno. Ed è un'immagine che lo ritragga in giro per l'isola, con quella sua faccia apparentemente distaccata ma in realtà attenta a cogliere ogni particolare intorno a sé: sarebbe stata la foto simbolo del libro, più ancora di quella bellissima che campeggia sulla copertina del libro-cd rom Cuba que linda es Cuba, edito dal Fondo Boccardi.
Il libro e le foto sono un atto d'amore dell'autore nei confronti di un'isola e di un popolo davvero incredibile: "Cuba è l'isola che non c'è e che qualcuno vorrebbe non ci fosse proprio, e che invece ti accoglie braccia aperte, ed io qui mi sento a casa dal primo momento che respiro il suo odore tropicale, che cammino nelle sue strade deformate inondate di vita e musica, persino i suoi rumori mi sembrano suoni e mi giungono diritti all'anima ", dice Stefano.
Mentre le foto scorrono sullo schermo, piano piano il quadro si fa più nitido e preciso, scorrendo via via vecchi e poi bambini e poi automobili scassate e poi lavoratori di ogni tipo e poi immagini di Fidel e ancora cani affacciati al balcone, immergendoci sempre più in questa straordinaria isola che non c'è, ma che rappresenta una parte di noi. Due foto, quasi in sequenza, mi hanno colpito più delle altre. La prima ritraeva cinque ragazzi, ripresi di spalle, seduti su un muretto intenti a guardare l'orizzonte; la seconda, che sembrava fatta nel medesimo luogo, fissava sempre l'orizzonte, e da una parte un aquilone in volo nel cielo.
Credo che Cuba sia tutta in quei ragazzi e in quell'aquilone. Il futuro e il sogno. Entrambi importanti per andare avanti, perché senza l'uno non ci può essere l'altro.
Le foto finiscono, e Stefano non si è ancora visto sullo schermo. Fuori l' autore, verrebbe da gridare, come fossimo a teatro, per una pacca sulla spalla, una domanda, un sorriso. Ma, a ben vedere, Stefano è passato sul nostro schermo: era uno di quei ragazzi, era quell'aquilone. Il futuro e il sogno. Non mi sorprenderei se uno di quei ragazzi si voltasse e avesse il volto di Stefano: la scommessa di raggiungere quel "cuore del cuore" del racconto di cui parla Bresson è stata vinta, ora l'aquilone che è questo libro deve solo volare il più lontano possibile.
Recensione di :Alessandro Tozzi
Articolo tratto dal Tirreno del 2 ottobre 2004
Recensione di Davide Fiesoli

(Recensioni Scritte da Stefano Pacini)
Buonconvento 17-25 settembre palazzina ex asilo seconda rassegna d'arte Corrente 2005
Vanessa Varusci è una brava fotografa, andate a vedere il suo lavoro, la sua installazione nell'ambito della seconda rassegna d'arte a Buonconvento, presso l'ex asilo , e ve ne convincerete. Ma Vanessa è anche molto di più; è una organizzatrice nata, un'entusiasta, la fondatrice di "Corrente" per dare una nuova energia all'arte, per mettere insieme una banda di matti scatenati, una che si becca la crisi isterica dell'artista stressato a 5 minuti dal vernissage, e non batte ciglio, continua a sorridere, a preoccuparsi di tutto e tutti, e, come magicamente, tutto si aggiusta. Sono arrivato in tarda mattinata a poche ore dall'inaugurazione, la palazzina liberty dal soffitto altissimo con un grande lucernario, adornata e istoriata dai putti che reggono motti benedificanti ( "amate Dio", "Amate la Patria", "siate Buoni" ....) vale da sola il viaggio; nelle aule pare di vivere il day after, ed in effetti l'asilo ha chiuso definitivamente a giugno. Qua e là quadri, qualche artista che si aggira sperduto, un rasta ben fornito che lavora come un negro ad allestire uno spazio, Vanessa coadiuvata da due amiche carine e gentili, sorridente ed ottimista, nonostante arrivassero telefonate da artisti in arrivo da Milano persi sulla tangenziale, ed avanzasse un afoso brontolio di tuoni. Mancavano le brouchures, le locandine, le vettovaglie. Poi, improvvisamente è arrivato un nugolo di attivisti frenetici, di portatori di quadri, fiori, vini, pizzette, persino una coppia di tangheri(nel senso del tango) , il salone è stato sgomberato, è arrivata gente, anche madri con bambini ex frequentanti. La musica ha invaso la palazzina, i tangheri hanno danzato, gli applausi hanno sovrastato tuoni e pioggia, le aule con le seggioline nane si sono riempite di quadri, foto, sculture, installazioni, video e altre musiche. I bimbi hanno dato l'assalto al buffet, le mamme no (ma avrebbero tanto voluto) gli artisti hanno iniziato a bere ed a sciogliersi. La scommessa di Vanessa è stata vinta. Avete tempo fino al 25 settembre, fateci un salto, non tanto per il cd del sottoscritto su Cuba (ambientato nell'ex lavanderia dai muri scrostati, metafora dello stato di salute di Cuba..) ma per l'insieme dei lavori, alcuni davvero ad alto livello, cito a memoria gli smalti di Federico D'Agostino,gli utensili di Mario Nardi, No Name, le sculture di Giancarlo Baiocchi e quelle di Marco Bini, le foto di Francesca Rendano e quelle di Lesley Smith, oltre che il percorso guidato di Vanessa. I bagni sono colmi di quadri, nel salone campeggiano biciclette alate, nelle aule le tv non mandano cartoni animati ma video dissezioni della natura umana, dalla finestrina dove le suore controllavano dall'alto i pargoletti potrete scattare una foto a volo d'angelo. Che aspettate? Oltretutto la strada che porta a Buonconvento passa per le crete senesi....Infine, come dice il Tozzi, forse l'arte non ci cambierà la vita però ci costringe ad amarla. Vi sembra poco a questi chiar di Luna? Un brindisi a tutti gli artisti......
la radio loca
la radio piu'autogestita del mondo, radio colifata di buenos aires, ha
prodotto un cd con testi
argentini, musiche di strada di barcellona e produzione artistica di
manu
chao. Si puo' trovare in giro in vendita pirata con un po' di fortuna
oppure
ordinare al sito www.lacolifata.org ,
la colifata;siempre fui loco ,il suo motto, e' diventata contagiosa,
altre
radio simili hanno aperto i cancelli in brasile e cile,"aqui èsta un
poco
frio pero el calor humano èsta presente" dice
il dj paziente, si, perche' la colifata e' la radio gestita dai
pazienti di
un ospedale psichiatrico. cifr. alias 17 maggio 2003
la mostra fotofilosofica
l'occasione e' la mostra fotografica "l'exile e l'apparence" a s.maria
alla
scala a siena sino al 13 luglio del filosofo jean baudrillard, ma
piu'delle
foto notevole e' l'articolo di antonio prete sul manifesto quando,
dopo
aver citato henry cartier bresson -bisogna coglier le persone
nel loro rapporto con se stesse, vale a dire nel loro silenzio- spiega
la
sostanza del lavoro del filosofo francese che sara' pubblicato a
settembre a
siena , VIOLENZA DEL VIRTUALE "..oggi passione, sogno, illusione hanno
perso
la loro energia:il virtuale e' il loro assoluto equivalente, che
sostituisce
totalmente la realta'e sopprime il simbolico..e nega il mondo corporeo,
sensibile, fantasticante..l'immagine digitale abolisce sia il negativo
della
pellicola sia quel negativo che e' la vibrazione dell'immagine...si
dice che
siamo la societa'
dello spettacolo, non e' piu' cosi, lo spettacolo scompare quando si
abolisce la distanza tra
quotidiano e illusione, tra vero e imitazione...via via che il virtuale
si
afferma e ingoia il reale sostituendolo,il tempo storico,gli eventi
della
storia piombano nell'opacita' dell'incertezza..il tempo del virtuale e'
negazionista:gli eventi anche tragici possono non essere accaduti,
quando si
perde la distinzione tra reale e illusorio tutto puo' essere
truccato;guerre, corruzioni, processi, sondaggi..." meditiamo......
film "bowling at coloumbine" di michael moore premio oscar per il
miglior
documentario
e premio nostro per la miglior partaccia fatta da michael
ai
bonzi ipocriti
di holliwood contro bush e la guerra, film talmente
incredibile
da essere
purtroppo assolutamente vero, lasciate ogni speranza,
ridendo,o
voi che lo vedete..
libro fotografico "una storia di donne" di tano d'amico ed. intra
moenia
10 euri
tano non lo sa ma e' stato un po' il mio maestro,gli
devo
molto,
per le sue foto, per la sua umanita'. per chi non lo
conosce e' giunto
il momento di rimediare e vedere questa sua piccola
antologia al femminile.
libro "in ordine pubblico" a cura di paola staccioli 10
storie
per 10 autori
allegato all'unita',manifesto,liberazione,carta a
3,10
euri
assolutamente imperdibile, memoria storica da salvare
contro il buonismo
l'oblio e la storia riscritta dal potere.
"Per fortuna ci sono i fotografi.
Conservano traccia dell' effimero,
custodiscono gli archivi del rimosso,
qua e là perforano il baluardo dell' invisibilità.
L'obiettivo fotografico svela senza smancerie,
abbastanza crudamente, l'indecenza che i discorsi
politici coprono, mascherano o schivano. [...]
La foto ha l'immenso merito di non raccontare
storie: la pellicola chimica è muta,
non addita i buoni e i cattivi, i nostri e gli altri,
si accontenta di registrare, e basta, senza valore aggiunto.
E dà tanto più senso in quanto non parla.[...]
Però ha almeno la virtù di farci estrarre la testa dalla sabbia,
dove facevamo gli struzzi. E di mostrarci
sempre più quello che l' occhio può vedere.
Ma davvero bisogna sforzarsi?
Le circostanze estreme hanno la facoltà di attirare gli sguardi
e di trasformarci in guardoni,
affascinati e un pò imbarazzati di esserlo.
Come chi sbircia dal buco della serratura scene e gesti proibiti.
Cruciali ma proibiti.
Quando non si trovano parole per dire l'indicibile,
resta l'immagine nella sua secchezza.
E' un fatto che le principali guerre civili
della nostra epoca sono state meglio fotografate che analizzate.
I testimoni sono stati migliori dei profeti
e la modestia dei raccoglitori di appunti più convincente
dello slancio dei retori.[...]
In fin dei conti, per il mondo intero
la Spagna del 1936 è l'istantanea di Robert Capa
e il suo miliziano è un emblema definitivo."
Régis Debray
da "l'Europa sonnambula", ASEFI, Milano, 1999
insegnante di mediologia a Parigi, è autore di Rivoluzione nella
rivoluzione?(Feltrinelli, 1967),
Processo a chi?(Jaca Book, 1968), Saggi sull' America Latina(Jaca Book,
1968),La vita Cilena(Feltrinelli, 1971),La lezione dei
Tupamaros(Feltrinelli, 1972),La guerriglia del Che(Feltrinelli, 1974),
L'indesiderbile(Bompiani, 1976),La gringa(Bompiani, 1977), Lettera ai
comunisti(Vallecchi, 1979), Tra dire e fare(Sisifo, 1992), Lo stato
seduttore(Sisifo, 1994), Il monarca e il crociato(Bietti, 1997), Vita e
morte dell'immagine(Il Castoro, 1999)
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